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In una società come la nostra, promuovere l'attività motoria è senza alcun dubbio un iniziativa positiva. Viste le abitudini diffuse sia tra i giovani sia tra gli adulti, offrire delle opportunità di fare una qualsiasi forma di movimento divertendosi e socializzando è molto importante. Solitamente noi usiamo il termine "fare allenamento" ma, soprattutto per chi è agli inizi, è più appropriato parlare di "fare attività motoria", solo allo scopo di distinguere qualcosa che è finalizzato al nostro benessere psico-fisico da ciò che invece intendiamo per migliorare una prestazione sportiva agonistica. Riprendendo quanto detto nel precedente articolo, quando il nostro organismo è sottoposto a stress costanti, tende ad abituarsi ed assumere una condizione di equilibrio (detta Omeostasi), in cui, sinteticamente, tutte le energie che consumiamo sono pari a quelle reintegrate. Dal momento in cui viene rotta questa condizione, attraverso l'attività motoria o l'allenamento, si perde lo stato di equilibiro perchè iniziano nuovi adattamenti. A questo punto la prima domanda da porsi è: che impegno può affrontare il mio fisico per non correre rischi?

Credo che la maggior parte di noi abbia semplicemente iniziato a fare attività motoria dedicandosi ad una disciplina come fare jogging, nuoto, palestra, bici, calcio ecc.....Infatti penso che pochi si siano posti la domanda detta sopra e forse nessuno abbia minimamente pensato di andare dal medico esprimendogli le proprie intenzioni per sottoporsi ad una visita di controllo per confermare di essere nella condizione di sopportare il tipo di impegno.

Purtroppo devo dire che in molti di noi esiste una sorta di presunzione che ci porta a sottovalutare le situazioni semplicemente perché vediamo i nostri amici che fanno delle stesse cose e pensiamo: se lo fa lui lo posso fare anch'io!

Quello che la nostra mente crede spesso il nostro corpo non condivide!!!! Fortunatamente nella maggior parte dei casi è il corpo stesso a far capire alla mente cosa si può e cosa non si riesce a fare. Però questo atteggiamento è decisamente sbagliato e ci sottopone a rischi non indifferenti e per questa ragione spesso si leggono nei giornali notizie che riguardano tragedie che si verificano nel fare attività motoria o sport a qualunque livello.

Bisogna sempre ricordare che fare movimento fa bene alla salute, ma farlo oltre i propri limiti no!

Quindi diciamo che sarebbe buona cosa, prima di cominciare una qualsiasi attività motoria, eseguire alcuni controlli medici preliminari.
Dal 1997 la Federazione Ciclistica Italiana ha introdotto l'obbligo, per chi partecipa a manifestazioni agonistiche, di eseguire la visita medica periodica per stabilire l'idoneità sportiva. Prendendo spunto da questa prassi il consiglio è di svolgere le seguenti indagini:

- visita di controllo generale dell'apparato cardiocircolatorio, respiratorio, scheletrico e muscolare, compresa anamnesi riguardo familiarità di certe malattie
- esame delle urine per valutare eventuali problemi renali o patologie come il diabete
- esami del sangue completi per verificare lo stato di salute del nostro organismo
- visita cardiologica con l'esecuzione di elettrocardiogramma prima e dopo un test da sforzo (noi suggeriamo prima, durante e dopo per avere un quadro più completo)
- controllo della pressione sanguigna
- ecocardiogramma almeno una volta nella vita per controllare lo stato del nostro cuore (in caso di attività intensa meglio eseguirlo periodicamente)

Non è nostra intenzione fare del terrorismo nemmeno sostituirsi ai medici che sanno perfettamente consigliare i propri pazienti, ma quello che scriviamo deriva dall'esperienza maturata nella gestione di gruppi sportivi amatoriali ed agonistici che, come detto, devono sottoporsi annualmente a diversi controlli medici, oltre quelli descritti.

E' un dato di fatto che la maggior parte delle persone che inizia a fare attività motoria, comincia un percorso che via via tende a stimolare un sempre maggiore impegno. Questo è un fatto normale determinato appunto dalle sensazioni benefiche che derivano dalla Supercompensazione. Se guardiamo noi stessi, spesso ci capita di svolgere attività con amici, compagni di squadra, altre persone che condividono il nostro itinerario ecc..... In questa situazione a volte siamo portati ad esagerare (il famoso tirare il collo!). Questo tipo di atteggiamento è consueto, una sorta di modo per dimostrare agli altri la propria forza. Ed è proprio in questi momenti che tendiamo ad esagerare.

Perciò eseguiti i controlli e avuta la conferma di poter fare attività motoria sarà il buonsenso a far capire quanta farne inizialmente e quanto riposare prima di ripeterla.
Fortunatamente il nostro organismo ha una serie di meccanismi che ci fanno capire quando è il momento di fermarsi:

  1. acido lattico: quando il nostro impegno supera un certo limite, nei nostri muscoli si accumula questa sostanza che da li a poco limita le contrazioni muscolari e ci induce a ridurre l'impegno. Questo non deve essere visto come un problema ma un sistema adottato dal nostro organismo per difendersi;
  2. recettori: organi del sistema nervoso che trasmettono informazioni provenienti dal nostro corpo (es. dolore se stiamo spingendo un rapporto troppo lungo, superiore alle nostre capacità)
  3. riserve di sostanze energetiche: in relazione all'intensità dell'esercizio il nostro organismo utilizza delle sostanze per procurarsi l'energia necessaria al movimento. La riduzione o l'esaurimento di queste determina inevitabilmente la necessità di ridurre l'impegno in attesa che le sostanze vengano reintegrate (es. l'abbassamento della concentrazione di zuccheri nel sangue)

Questi elementi,  che chiamaremo fattori limitanti, si deve imparare a vederli come un modo per potersi controllare e non con negatività. Man mano che si acquisisce consapevolezza delle proprie capacità si acuisirà l'abitudine a saperli  meglio controllare e pian piano migliorarli o mantenerli.

Ci fermiamo qui in questo primo articolo riferito alla tutela della salute che è rivolto soprattutto ai Kids e Newbie, quindi a soggetti che si avvicinano per la prima volta allo sport, nel nostro caso alla mountain bike.

Nei prossimi articoli cercheremo di dare ulteriorei spunti per coloro che praticano già da qualche tempo la mountain bike o il ciclismo (Biker), citando altri tipi di controllo che risultano utili per tutelare la salute di chi svolge un attività con maggiore frequenza ed intensità.

 
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