La bici giusta PDF Print E-mail

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Nei precedenti articoli abbiamo fatto la distinzione tra "attività motoria" e "allenamento" come differente atteggiamento tra fare del movimento saltuario per migliorare la propria salute e svolgere abitualmente degli allenamenti. Pare logico pensare che queste due cose siano una conseguenza dell'altra. Credo infatti che ognuno di noi abbia iniziato a fare "attività motoria" e poi, preso dalla passione che lo sport sa dare, si sia fatto trascinare in un impegno sempre maggiore.
Dando per scontato l'aver compreso il perché dei controlli medici di cui abbiamo parlato, ragioniamo ora su un altro aspetto. Trascorrere sempre più tempo in sella alla nostra bici comporta necessariamente di essere in una posizione confortevole.Bisogna pensare alla propria bici come un paio di scarpe: prendereste mai delle scarpe di taglia sbagliata? Perché?

Domande banali alle quali tutti sanno dare una risposta, ma fondamentali anche nella scelta della bici sulla quale trascorriamo molte ore. E come per le scarpe o un abito gli aspetti sono due: la funzionalità (confort ed efficenza) ed estetico (gusto personale).

Come nostra abitudine cerchiamo di mettere prima in risalto gli aspetti per tutelare la propria incolumità e dopo gli altri fattori.

 

Trascurando per un attimo gli aspetti estetici delle nostre scelte, vediamo quali sono gli elementi da valutare per una corretta funzionalità del mezzo.
Avere una corretta posizione in bicicletta è per prima cosa un fatto che ci permette di prevenire gli infortuni, secondariamente per gli agonisti è il primo passo nella ricerca della prestazione.

Cerchiamo ora di definire, a grandi linee, cos'è la posizione.

Quando pedaliamo siamo appoggiati alla bici in tre punti: i pedali, la sella, il manubrio.
In base alle distanze che intercorrono tra questi tre punti, il nostro corpo assumerà una certa postura che definiamo assetto biomeccanico. La curva della nostra colonna vertebrale, la tensione alle ginocchia mentre pedaliamo, la tensione a braccia e spalle stando molto tempo ricurvi o nelle discese, la tensione dei muscoli del collo che devono sorreggere il capo, sono solo alcuni suggerimenti di quanto il nostro fisico sia sollecitato semplicemente per l'atteggiamento che assumiamo in sella. Se qualcosa in questo non va bene, avremo come minimo delle dispersioni di energia che causeranno una minore autonomia nella nostra gita o innefficenza in allenamento/gara, ma più probabilmente dei sovraccarichi articolari, muscolari e tendinei che con il tempo quasi certamente saranno causa dell'insorgere di fastidi, dolori o patologie anche gravi.

 

 

Esistono delle regole base da seguire per ottenere un assetto approssimativamente vicino all'ottimale, ma il nostro consiglio, per chi userà spesso la bici, è di rivolgersi sempre ad un esperto (biomeccanico) perché ognuno di noi è diverso dall'altro e le regole base danno solo indicazioni statistiche.

Comunque i passi da seguire sono questi:

  • regolazione delle tacchette delle scarpe (quando si usano pedali a sgancio rapido)
  • scelta della giusta lunghezza delle pedivelle (soggettiva in base alla misure antropometriche individuali, es. altezza, lunghezza del femore)
  • regolazione dell'altezza sella (utilizzando la misura dell'altezza cavallo tra le regole base esistono delle formule per avere questo dato)
  • regolazione dell'arretramento sella rispetto all'asse movimento centrale (questa è una misura che richiede l'occhio di un esperto, essendo legata alla valutazione degli angoli di flessione al ginocchio degli arti inferiori durante la pedalata)
  • regolazione della distanza tra il centro sella ed il centro del manubrio (importante per avere la corretta flessione delle braccia necessaria per ammortizzare le vibrazioni che dal terreno vengono trasmesse al nostro corpo)
  • regolazione dello sbalzo tra il piano della sella ed il manubrio (molto importate per l'assetto aerodinamico e nella mtb per dare il giusto carico all'anteriore in discesa)

Utilizzando misure non adatte al nostro corpo per i punti d'appoggio saremo soggetti a varie forme di sovraccarico dell'apparato osteo-articolare e muscolare che con il tempo potrà portarci serie conseguenze.
Ragionando infine con il buonsenso, tutto ciò deve servire a capire che se si usa la bici per andare a comperare il pane non sarà necessario preoccuparsi di tutte queste cose. Se la bici diventa un mezzo abituale di svago (escursioni o vacanze) o di allenamento, la prevenzione degli infortuni necessita queste valutazioni.

Più avanti ci saranno degli ulteriori approfondimenti sulla biomeccanica e l'efficenza dell'atleta sul mezzo, grazie al contributo di alcuni esperti.

Definito l'assetto corretto avremo quindi un'idea della misura del telaio della bici che ci serve.

Non è nostra intenzione entrare nel merito di questioni molto ampie che spesso comportano scelte del tutto personali. Faremo solo una classificazione di massima tra:

  • Front
  • Full
  • Corsa

Col termine Front ci si riferisce alle MTB dotate di forcella ammortizzata solo nella parte anteriore. Sono perlopiù adatte ad affrontare ostacoli non estemi, anche se in ambito agonistico, grazie alle abilità tecniche dei piloti, si arriva ad utilizzarle fino all'estremo dei loro limiti. In base alle caratteristiche sono mezzi adatti alle discipline cross-country, granfondo, marathon od escursionismo.

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Modelli front da 27.5" e 29"

Le Full (o biammortizzata) sono i modelli dotati oltre della forcella ammortizzata anteriore anche di un sistema ammortizzante posteriore. I dettagli costruttivi dei telai determinano il livello di difficoltà che possiamo affrontare. Tale capacità si valuta principalmente in base all'escursione degli ammortizzatori montanti ed alla robustezza del telaio che danno un'idea immediata del livello degli ostacoli che possiamo superare. L'impianto frenante è un'altro aspetto da tenere ben in considerazione, essendo questi mezzi votati a velocità elevate in discese anche estreme. In base alle caratteristiche sono mezzi adatti alle discipline marathon, all mountain, enduro o down hill.

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Modello full marathon da 26"


Le bici da Corsa hanno caratteristiche completamente diverse per caratteristiche, peso, aerodinamica. Questo è dovuto al differente terreno di utilizzo per cui cambiano totalmente le necessità per i parametri costruttivi.

 

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Modelli corsa e cronometro

 

La seconda caratteristica che contraddistingue il nostro mezzo è il materiale di cui è composto il telaio. I materiali più comunemente presenti sul mercato sono acciaio, alluminio, carbonio o titanio. Ciascuno ha le proprie caratteristiche, pregi e difetti. Spesso anche qua la scelta è del tutto personale in base al proprio stile di guida, la destinazione d'uso e quanto si vuole spendere.

Nel prossimo articolo ci occuperemo dell' "anatomia" della bici, cercando di dare un nome ai vari elementi che la compongono.

 
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